Spot | Blog - Come ricevere i clienti? L'importanza dell'ambiente di lavoro
L'importanza di ricevere un cliente in agenzia: la prima impressione è quella che conta, l'ambiente di lavoro gradevole e un'accoglienza piacevole possono fare la differenza.
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Come ricevere i clienti? L’importanza dell’ambiente di lavoro

Come ricevere i clienti? L’importanza dell’ambiente di lavoro

Per tanti anni sono stata l’unica donna in uno studio di uomini. In poche parole l’unica a cui importasse qualcosa della “forma”.

Ricevere un cliente, farlo accomodare, offrire un caffè, controllare che in bagno ci sia sempre la carta igienica e che qualcuno abbia “areato il locale” dopo averlo usato. Cose a cui – lungi da me scadere nel solito articolo sessista – un uomo spesso non pensa.

Io ho alcune fissazioni. L’odore è una di queste. Nel nostro studio ci deve essere un buon odore. Alcune volte, d’ estate alle 6 di pomeriggio, mi accontenterei anche di “nessun odore”, ma se posso mi impegno a migliorare e cercare sempre delle essenze discrete e fresche, che non diano noia, ma accolgano nel vero senso della parola il cliente in modo positivo. Studi americani (americani, sempre loro!) hanno redatto le reazioni che corrispondono a diverse note olfattive.

Mi è rimasto impresso che in un negozio di abbigliamento ci devono essere essenze che richiamano il legno. Per vendere di più ovviamente. Io credo fortemente a questo. Sarò terra terra, ma dove vado io al mare la pizzeria al taglio più piena di tutte è quella che ha un sistema di areazione per cui gia almeno 20 metri prima di arrivare sei inondato di un profumino di pizza che si spande per tutta la via. Ora, non avendo un odore una foto, un video o un sito internet, noi abbiamo optato per l’odore di uva. Apprezzeranno i nostri produttori vinicoli fra i nostri clienti questa fragranza? Li farà sentire a casa loro? Chi lo sa. A me piace tanto.

Chiuso il capitolo dedicato al naso, passiamo a quello dedicato alla bocca. Bere e masticare piace. Almeno a me tantissimo. Sul tavolo della nostra sala riunioni ci deve essere un vaso pieno di caramelle e cioccolatini. Eh eh… quello che non ho visto fare! Una cliente l’anno scorso credo sia uscita con un tasso glicemico davvero pericoloso. Ma era felicissima. Ovviamente devono essere dolcetti per tutte le necessità, dal sugar free al mon cherì alcolico. Caffè di vario tipo per accontentate tutti, decaffeinato, macchiato. Sarò esagerata, ma quando vado da qualche cliente che ha la possibilità di offrirmi tante cose io rimango davvero impressionata positivamente. Aziende “top level” (almeno da punto di vista d’immagine) hanno il cameriere interno che porta un vassoio con tutto ciò che viene chiesto, thè, caffè… noi ancora non siamo a questi livelli ma ci stiamo lavorando 🙂

Dopo aver avuto una prima riunione mi premuro sempre di mostrare il resto dello studio e di presentare i miei colleghi. Far vedere dove si lavora, le facce di chi – sperando in bene – vi gestirà una parte così importante della vostra attività come la comunicazione, persone con cui in certe giornate ti sentirai più volte che con la fidanzata, per me tutto questo è importante. Questo metodo di ricevere (che alla fine non è nulla di eccezionale) l’ho imparato proprio dai miei clienti, da come loro hanno accolto me presso le loro aziende.

Spesso il primissimo incontro si fa presso il cliente proprio per capire a chi e cosa dovremo formulare un’offerta. Capire come lavora, cosa fa, e se è una persona che dà il giusto valore all’immagine. Spesso quando torniamo dalle aziende vinicole siamo mezzi brilli. Altre volte siamo impolverati, o odoriamo di fritto, o abbiamo le scarpe fangose. Ogni azienda ha la sua peculiarità. A volte però capita inverosimilmente il contrario: fare quasi due ore di strada per andare in un resort turistico, fare la riunione e vedersi salutare senza nemmeno essersi proposti di vedere la tenuta. Due ore di macchina per vedere una stanza. Oppure, andare da un produttore di formaggio che ci offre un assaggio di confetti. Mah!

In ogni caso, l’accogliere e il far sentire a suo agio chi entra nella nostra “casa” per me è importantissimo, una prerogativa che ho da quando ho iniziato questa attività.

 

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