Spot | Studio Spot Blog - La terza bozza: l'incubo di ogni agenzia
La terza bozza è un incubo che si ripete: ci si sforza per offrire soluzioni di alta qualità, e il cliente sceglie la peggiore.
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La terza bozza: l’incubo di ogni agenzia

staff

La terza bozza: l’incubo di ogni agenzia

In 15 anni di esperienza una cosa l’abbiamo imparata: in ambito creativo, non è sempre il lavoro in cui buttiamo più studio e dispendio di tempo ed energie quello che ottiene il maggior successo con il cliente. La terza bozza: parliamone. Siamo abituati a offrire al cliente un ventaglio di bozze quando dobbiamo presentare l’interfaccia per un sito internet, o la grafica per un catalogo o una brochure.

Iniziamo a lavorare sulla prima, quella che ci viene di getto, la più ispirata dopo il briefing con il cliente, quella che già stavamo disegnando nelle nostre menti mentre lui parlava e ci diceva “mi piacerebbe qualcosa tipo…ma non proprio così…insomma…diversa…capito come?” e noi già avevamo un’idea spettacolare, una sola, in mente. Perfetta, adatta a lui. La elaboriamo e ci confrontiamo con i colleghi. Congratulazioni e applausi a scrosci.

Ok, una è andata. Passiamo alla seconda. Qui forse è il caso di metterci un po’ meno “del nostro” e di far capire al cliente che lo abbiamo ascoltato davvero, che accettiamo i suoi consigli e vogliamo fare una bozza che rispecchi sia il nostro stile, ma anche le sue aspettative. Gli piace il nero? E scuriamola questa bozza. Eccola. Carina. Anzi, bella. Si si, ci piace. Cenni di consenso con la testa dei colleghi.

Ecco. Arriviamo alla terza bozza. Mannaggia, gliel’abbiamo promessa, va fatta. La facciamo domattina freschi freschi appena entriamo in ufficio, o adesso, alle 18, usando l’ultima ora o poco più di energia cerebrale? Adesso, via, facciamola. Taglia e cuci, copia e incolla ed in 45 minuti esatti eccola. Forse un pochino banalotta, non mi pare una bozza che possa colpire l’attenzione di qualcuno. Tanto meglio, noi vogliamo spingere la scelta sulla prima no? E’ la prima l’essenza di tutto il lavoro di studio e ricerca fatto fino ad ora. Consiglio fra colleghi, ok, è passata all’esame, risulta accettabile per il nostro studio. Va bene, presentiamola, tanto mica deve scegliere questa il cliente, anzi, non sceglierà sicuramente questa. Per di più, una bozza un po’ sottotono serve a far risaltare le altre due.

Giorno della riunione. Bozza scelta dal cliente: la terza. Così pulita, così semplice, così perfetta per rappresentare quello che intendeva lui. Sguardi fra colleghi che non lasciano trapelare il fatto che ormai è una storia che si ripete. La maledetta terza bozza. Quella in cui ci impegnamo meno, perchè abbiamo dato tutti noi stessi nelle prime due, è quella che spesso il cliente sceglie. Abbiamo provato più volte a usare qualche stratagemma per ovviare a questa triste realtà: presentarla per prima, chiamare addirittura il file “prima bozza”, riciclare una delle prime bozze stupende e sudate che abbiamo fatto per un cliente, rielaborarle per adattarle alle nuove necessità e presentarle sempre come terza bozza.

Niente da fare, il cliente è più furbo, in qualsiasi modo riuscirà a scovare la bozza che avete fatto di getto alle 7 di sera in 40 minuti, e ne farà il layout per il suo futuro sito internet.

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